Maremortum
2016
Maremortum fa parte del progetto Refugium, refugia, una ricerca artistica sull’idea di rifugio e sul suo rovescio: l’esilio, la fuga, la perdita della casa. Il Mediterraneo—antico spazio di scambio e di vita—si è trasformato in un territorio di frontiera e di morte: un’enorme fossa comune per migranti in cerca di una nuova casa. Questo mare che è stato rifugio diventa tomba: uno spazio sospeso tra speranza e scomparsa.
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Maremortum, 2016, 26:00. L’opera propone uno sguardo silenzioso su quella superficie densa, dove la bellezza del blu viene progressivamente nascosta dall’oscurità dell’assenza. Qui l’acqua è insieme soglia e sepoltura, specchio e abisso: un rifugio impossibile. Grazie a Kike Bela e Antonio Bela Armada per la collaborazione alle riprese del video.

Maremortum, dittico, 2016, olio su tela, 100 × 100 cm e 146 × 146 cm