La Pell de la Terra
2021-2025
Questi dipinti astratti, che evocano sentieri, terra e pietra, si configurano come “pale d’altare post-storiche” che trasformano sia antichi spazi di culto sia spazi espositivi contemporanei in ambienti contemplativi dedicati a una sacralità al tempo stesso nuova e antica —inclusiva, universale e non confessionale— ponendo la terra e la montagna al centro dell’esperienza interiore del visitatore.
Testi e paratesti
Serie di opere
Santa María de la Sierra
La pell de la terra nell’eremo di Santa María de la Sierra a Farrera (Lleida, Spagna). L’installazione è stata esposta tra il 2021 e il 2025.



Sostituendo la tradizionale iconografia cristiana, questi dipinti astratti che evocano sentieri, terra e pietra si configurano come “pale d’altare post-storiche” che trasformano antichi luoghi di culto in templi dedicati a una sacralità nuova e antica al tempo stesso —inclusiva, universale e non confessionale— ponendo la terra e la montagna al centro dell’esperienza interiore del visitatore.
Questa installazione è configurata come una sorta di pala d’altare post-storica che sostituisce l’iconografia cristiana tradizionale con un grande dipinto astratto che rimanda ai sentieri, alla terra e alla pietra, mettendo così in risalto la componente sacra del camminare e della montagna.


Nella sobrietà nuda dell’eremo si attiva un dialogo potente tra il luogo e l’opera, illuminata esclusivamente dalla luce naturale che entra da est attraverso le piccole finestre dell’abside. C’è un momento molto speciale dopo l’alba, quando il primo sole del mattino si affaccia da dietro la montagna —in questi giorni, proprio dietro il Pic de Màniga— e proietta il suo primo raggio attraverso la finestra dell’abside dell’eremo di Farrera: nel silenzio rotto solo dal canto sinfonico degli uccelli, assistiamo al costante accadere della vita che tinge di luce il pannello centrale della pala d’altare.



Sant Feliu de Barruera (2020)
Festival Errant, Sant Feliu de Barruera. Foto: Jesús Vilamajó e Marco Noris

El tapís-retaule que ha instal·lat a l’església de Sant Feliu és la substantació de la terra sobre el paper, un exercici de geotaxidèrmia que s’intergra perfectament a l’absis de pedra del romànic. És com si hagués escorxat la pell de la terra per traslladar-la sobe el paper. No és casual que el títol de la peça sigui justament Pells.
- «Rodolo placentós pel segle XI». Extracte de l’article de Núvol Errant per l’Alta Ribagorça de Bernat Puigtobella




In queste immagini, la mia installazione nella chiesa romanica di Sant Feliu de Barruera, realizzata nel quadro del festival Errant, Itinerari di arte e pensiero 2020, settembre 2020.
“Pelli” ha origine nella traversata che ho compiuto da Barcellona fino al CAN di Farrera, nel Pallars Sobirà. L’installazione a Sant Feliu de Barruera si configura come una sorta di pala d’altare che sostituisce la tradizionale iconografia cristiana con una grande pittura astratta che rimanda a sentieri, terra e pietra, mettendo così in risalto la dimensione sacra del camminare e della montagna. L’intervento, imponente e discreto al tempo stesso, sottolinea la spiritualità e la sacralità del luogo, trasformando l’antica chiesa in un luogo di culto contemporaneo, universale, non religioso e non confessionale.

ERRANT sono itinerari di arte e pensiero, in cui la parola e l’immagine—nelle loro espressioni più radicali, sperimentali e contemporanee—dialogano con il patrimonio paesaggistico, architettonico, storico e industriale della demarcazione di Lleida.