In frontiera

2017-2022

Nell’estate del 2017 Noris ha percorso a piedi i 300 km del confine ispano-francese nella provincia di Girona, lungo le principali vie dell’esilio repubblicano. Durante il cammino, l’artista ha realizzato un’opera in corrispondenza di ciascuna delle 198 pietre di confine che segnano la linea. Camminare e dipingere unendo punti lungo la frontiera, in equilibrio su quella linea invisibile che divide in due ciò che è uno, ha significato rendere visibile l’invisibile e dispiegare così un nuovo scenario della memoria.

300 km, 25 giorni, 198 mughe, 212 opere. Barcelona Producció 2017 / La Capella.

Un altre fi. LA RESTA, El Born CCM, Barcelona, 2022. Foto: Pep Herrero

Un altre fi. LA RESTA, El Born CCM, Barcelona, 2022. Vista dell’installazione. Foto: Pep Herrero

Un altre fi. LA RESTA, El Born CCM, Barcelona, 2022. Foto: Pep Herrero

300 km, 25 giorni, 198 mughe, 212 opere. Dettaglio. Foto: Pep Herrero

Toponimi di frontiera, 2022, tecnica mista su carta, 150 × 200 cm.
Toponimi di frontiera, 2022 (dettaglio)

Topònims de frontera (Toponimi di frontiera), 2022, tecnica mista su carta, 150 × 200 cm.

Fino al progetto En frontera, il lavoro pittorico di Marco Noris si è sviluppato principalmente nell’ambito dello studio, affrontando i temi dell’esilio e dello sradicamento da una posizione di distanza. Questo progetto nasce dalla necessità di un’esperienza diretta, in cui il viaggio non mira esclusivamente a un esito pittorico, ma anche all’esperienza vissuta in sé: fare ed essere frontiera attraverso il camminare prolungato, l’introspezione e le difficoltà del percorso.

Il progetto si è svolto nell’estate del 2017, lungo i 290 chilometri di confine franco‑spagnolo nella provincia di Girona, dove hanno transitato le principali rotte dell’esilio repubblicano spagnolo. Durante il cammino, l’artista ha realizzato un disegno o un dipinto a olio per ciascuna delle 198 mughe1 che segnano il limite di frontiera. La traversata è durata 25 giorni, durante i quali ha camminato lungo la linea pirenaica dai 2.900 metri di altitudine fino al livello del mare. Il risultato finale è stato un insieme di 212 opere in formato cartolina (12 × 17 cm): 82 dipinti a olio, 9 tecniche miste e 121 disegni.

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Foto: Miquel Serrano Jiménez

En frontera non si propone come documentazione visiva delle mughe, ma come una registrazione emotiva dell’ambiente, determinata dalle condizioni geografiche e ambientali del momento. La pratica della pittura en plein air è stata fondamentale per intensificare la relazione con il presente e conferire al progetto una forte componente esperienziale. Le opere non costituiscono l’obiettivo del viaggio, ma la traccia di un’esperienza orientata ad abitare e incarnare la frontiera attraverso un percorso introspettivo a contatto con la natura.

Dipingere ogni opera come se fosse un segnale e camminare unendo punti lungo la frontiera, in equilibrio su quella linea invisibile che divide in due ciò che è uno, ha significato rendere visibile l’invisibile, dispiegando così un nuovo scenario della memoria.

Il percorso è stato completato tra il 18 agosto e l’11 settembre 2017: 300 km, 25 giorni, 198 mughe, 212 opere. Route and milestones | Mapbox

Credits

  • Progetto e produzione: Marco Noris
  • Pianificazione: Amaranta Amati e Marco Noris
  • Supporto logistico e guida di montagna: Amaranta Amati
  • Tutoraggio: Alexandra Laudo
  • Stampa 3D: Patricio Rivera
  • Camminatori: Paula Bruna, Natalia Carminati, Núria Casas, Joana Cervià, Albert Coma, Claudia Godoy, Alexandra Laudo, Jordi Martinez‑Vilalta, Josep Rubio, Miquel Serrano, William Truini
  • Supporto e trasporti: Kike Bela, Joana Cervià, Josep Rubio, Marc Ferrer‑Dalmau e Alex Nogueras, Roberto Noris e Ana Lorente

  • Ringraziamenti speciali ad Amaranta Amati, Alexandra Laudo e a tutta la giuria di Barcelona Producció; a Roberto e Ana, Joana Cervià e Josep Rubio, Kike Bela, Patricio Rivera, Alex Nogueras e Marc Ferrer‑Dalmau, Cayetano Martínez, Miquel Serrano e Jordi Font del MUME.

  • Grazie anche a Josep Estruch e Montserrat Rectoret Blanch, Rebeca Arquero, Clara Garí e El grand tour, Marc Badia, Xavier Aguilò, Jordi Martinez‑Vilalta, Claudia Godoy, Natalia Carminati, William Truini, Nuria Casas, Paula Bruna, Albert Coma, Ferrán Latorre, Carmen Sánchez, Pere Llobera, Zuriñe Etxebarria, Jordi Pi e il Club Excursionista de Gràcia, La Capella, Hangar.org, Piramidón.

Progetto prodotto con il sostegno di BCN Producció 17. La Capella, Institut de Cultura de Barcelona.

In collaborazione con:

  1. Muga (“pietra di confine”) è una parola di origine basca utilizzata nei Pirenei catalani al posto di mojón (o hito, in castigliano) e fita (in catalano). Sebbene provenga dall’euskera, il termine è anche registrato dalla Real Academia Española e viene usato in spagnolo con lo stesso significato: «limite o frontiera tra territori».

    Qui è incluso un articolo scritto in catalano da Josep Estruch per On the Border sull’etimologia della parola