Cartografia toponimica
2018-In corso
Le cartografie toponimiche di Marco Noris trasferiscono il camminare nello spazio pittorico. In esse, il toponimo smette di funzionare come semplice riferimento geografico per emergere come registro storico e culturale del territorio, uno strato di memoria in cui si inscrivono usi, racconti e forme dell’abitare. La scrittura —articolata attraverso lunghe liste di nomi— si dispiega come un gesto ripetitivo e corporeo, un atto di camminare con la parola che sostituisce lo spostamento fisico con la sua traduzione grafica. Il testo si emancipa dalla sua funzione semantica per diventare texture, inscrivendo nella materia stessa dell’opera il tempo e l’esperienza del percorso.
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